Coronavirus: rischi speculazione, stop aste fallimentari a Milano

La "situazione contingente di allarme e preoccupazione per il futuro" del Paese "è idonea a incidere sulla possibilità di raggiungere il giusto prezzo", "falsando il mercato per l'incertezza", per la "accentuata difficoltà di accedere al credito" e finendo per "poter favorire" le "concentrazioni economiche speculative". Anche per contrastare questo rischio il Tribunale fallimentare di Milano ha deciso di sospendere le aste, anche immobiliari e pure quelle già pubblicate, e di rinviarle oltre il 31 maggio. 

 

Nella circolare, firmata dal presidente della sezione fallimentare del Tribunale milanese, Alida Paluchowski, si ritiene necessario un rinvio ulteriore delle aste fallimentari, rispetto alle due settimane di sospensione feriale previste nel recente decreto del Ministero della Giustizia, per vari motivi tra cui, in prima battuta, il rischio di una "tendenza" alla speculazione in questo periodo di emergenza. Tendenza che deve essere "contrastata e sedata".

 

In più, per la sezione fallimentare bisogna considerare i rischi per la salute dei vari lavoratori coinvolti nei procedimenti sulle aste e il fatto che nello stesso decreto si sono dati "ampi poteri" ai vertici degli uffici giudiziari per disporre rinvii oltre il 31 maggio. Vengono sospese, tra l'altro, le attività di perizia, salvo quelle telematiche, e le visite agli immobili occupati fino al 31 maggio. Poi, le aste non ancora pubblicate saranno "differite" semplicemente a dopo fine maggio, ma così anche quelle già pubblicate per "l'esigenza di riequilibrare il mercato". Mentre per quelle pubblicate nelle quali sono già state raccolte offerte a busta chiusa è stato deciso di "differire solo la data di celebrazione della gara" all'interno del termine di "120 giorni".

 

Nella circolare, infine, anche una serie di disposizioni sulle udienze prefallimentari con la distinzione tra quelle da sospendere e quelle urgenti in questo periodo. 

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